Perché

A me piace leggere, scrivere e correre. Ultimamente riesco a scrivere solo racconti o considerazioni legate alla corsa. E cerco di scovare racconti o romanzi legati in qualche modo alla corsa. E, appena posso, corro. Speriamo non sia grave.

mercoledì 14 dicembre 2011

La Maratona di Firenze 2011: Tre folgorazioni di bellezza nel buio di fatica

1. La somma di curva e pendenza per salire su ponte Santa Trinita sono un appuntamento assai temuto. Ormai lo so e mi ci butto di peso, cercando di sfruttare la forza di gravità per oltrepassare l’ostacolo. Giro la testa a sinistra: una luce gialla illumina attraverso l'aria tersa il Ponte Vecchio, il cielo azzurro senza una nuvola gli fa da contorno, l'arno piatto come uno specchio mostrava un secondo ponte vecchio uguale e contrario al primo. È una frazione di secondo e ripiombo nella mia bolla di dolore.
“Tira fuori le ultime briciole”, mi incoraggia Slagjana.
“Ma le ho tirate fuori due chilometri fa, le ultime briciole – protesto infantilmente – non ne posso più!...


2. Da Por Santa Maria attacco la salita verso Piazza Signoria, pochi gradi ma al trentanovesimo chilometro è una salita. Davanti a me la mole imponente di Palazzo Vecchio, la luce proveniente dagli Uffizi illumina radente il palazzo evidenziandone i singoli blocchi di bugnato che sporgono in modo sovrareale.
Piazza della Signoria


3. Ormai siamo quasi al quarantesimo, spuntiamo in Piazza Duomo e una voce, è uno dei sodali che mi circonda, ma non so chi sia, dice: “alzate gli occhi, che spettacolo!” e qualche altro “oh!” e ancora: “per forza vengono da tutto il mondo per correre questa maratona!”
Alzo gli occhi anche io, rassegnato alla banalità dei commenti, ma apprezzo la magnificenza della facciata del duomo, che peraltro a me non è mai piaciuta e continua a non piacere, dato che è ottocentesca e troppo ridondante rispetto al resto della cattedrale, molto più sobrio, però fa la sua figura. Riabbasso immediatamente la testa, stando attento a dove metto i piedi, ormai sto correndo sulle uova anziché sui lastroni del selciato.
A poche centinaia di metri dall'arrivo... con la mia PPM


1 commento:

  1. tu hai insegnato a Emanuele tante cose sulla corsa e so che non potrebbe accadere il contrario, ma ho visto che è riuscito ad influenzarti su una cosa: sorridere davanti alla macchina fotografica ... e il risultato è soddisfacente!!! Elisa

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